Faenza, Romagna Guide di ceramica verificate in laboratorio
Smalti e cottura

Maiolica di Faenza e Deruta: tecniche di una tradizione viva

Giulia Ferri5 min di lettura
Torna all'archivio
Piatti in maiolica decorata esposti a Faenza
Dallo smalto bianco stannifero ai lustri di Deruta: come funziona davvero la tecnica della maiolica e come provarla nel proprio laboratorio.

Faenza ha dato il nome alla faïence in mezza Europa, Deruta ha reso celebri i suoi lustri dorati e le sue grottesche. Dietro la bellezza di queste ceramiche c'è una tecnica precisa, codificata nei secoli e ancora praticata nelle botteghe: un corpo in terraglia, uno smalto bianco e coprente, colori dipinti direttamente sullo smalto crudo. Proviamo a capire come funziona e come avvicinarsi a questa tradizione.

Che cos'è la maiolica

Tecnicamente la maiolica è una terraglia rivestita di smalto stannifero, cioè uno smalto reso bianco e opaco dall'ossido di stagno. Questo rivestimento nasconde il colore rosato o giallino del corpo e diventa una superficie perfetta per la pittura, simile a un foglio di carta.

La tecnica arrivò in Italia attraverso i commerci con la Spagna e il mondo islamico; il nome stesso deriva probabilmente da Maiorca, scalo delle navi che portavano quelle ceramiche. Tra il Quattrocento e il Cinquecento le botteghe di Faenza, Deruta, Montelupo, Casteldurante e Urbino la portarono a livelli straordinari.

Ceramiche artistiche esposte in una bottega di Faenza
A Faenza la maiolica è ancora una produzione viva, fatta di botteghe e laboratori artigiani.

Il processo tradizionale in quattro fasi

Il pezzo foggiato in terraglia viene cotto una prima volta, intorno ai 980–1000 °C, per ottenere il biscotto. Poi si immerge nello smalto stannifero, che asciuga in pochi secondi lasciando una superficie polverosa e delicata. A questo punto il decoratore dipinge con i colori direttamente sullo smalto crudo: ogni pennellata viene assorbita immediatamente e non si può correggere.

La seconda cottura, a una temperatura spesso uguale o leggermente inferiore a quella del biscotto, fonde smalto e colori insieme. I pigmenti affondano nel bianco e acquistano quella morbidezza tipica, con contorni leggermente sfumati, che distingue la maiolica dalla decorazione su smalto già cotto.

La tavolozza a gran fuoco

I colori tradizionali della maiolica sono detti a gran fuoco perché resistono alla temperatura della cottura dello smalto. Sono cinque: il blu di cobalto, il verde di rame, il giallo e l'arancio a base di antimonio e ferro, il bruno-violaceo di manganese. Con questa tavolozza limitata le botteghe hanno creato un'infinità di motivi.

Faenza è celebre per lo stile compendiario del Cinquecento, con decori rapidi ed essenziali su ampie superfici bianche, e per i motivi a occhio di penna di pavone e le foglie gotiche. Deruta ha legato il suo nome ai lustri metallici dorati e rubino, ottenuti con una terza cottura in riduzione, e alle grottesche, fitte decorazioni ispirate alle pitture antiche.

Nella maiolica il bianco non è uno sfondo: è la luce su cui il colore si appoggia.

Piatto da parata di Deruta con ritratto femminile e decori in blu e giallo
Un piatto da parata di Deruta del Cinquecento: blu e giallo a gran fuoco su smalto bianco.

Faenza e Deruta a confronto

Caratteri distintivi delle due tradizioni
AspettoFaenzaDeruta
TerritorioRomagna, provincia di RavennaUmbria, provincia di Perugia
Stili storiciOcchio di pavone, bianchi compendiariGrottesche, raffaellesco, lustri
Tecnica simboloSmalto bianco con decoro essenzialeLustro metallico in terza cottura
Palette dominanteBlu, giallo, bianco ampioBlu, giallo, arancio, oro
OggiBotteghe, scuole e un museo internazionaleLaboratori artigiani e produzione diffusa
Interno di una moschea rivestito di piastrelle smaltate blu e arancio
Le piastrelle smaltate del mondo islamico sono parenti strette della maiolica italiana.

Conoscere la tradizione dal vivo

Nessun libro sostituisce l'esperienza di vedere i pezzi da vicino. A Faenza il Museo Internazionale delle Ceramiche conserva una collezione che va dall'antichità alla ceramica contemporanea, e il centro storico è punteggiato di botteghe dove si può osservare il lavoro dei decoratori. Anche Deruta ospita un museo dedicato alla propria produzione, oltre a numerosi laboratori lungo le vie principali.

Durante la visita osserva i retri dei piatti, dove lo smalto è più sottile e si intravede il corpo, le zone dove il colore si è sfumato in cottura e le piccole imperfezioni del pennello: raccontano la tecnica meglio di qualsiasi descrizione. Porta un taccuino e prova a ridisegnare un motivo semplice, come una foglia gotica o una palmetta: è il primo esercizio che si fa in bottega.

Provare la maiolica nel proprio laboratorio

Non servono attrezzature speciali: un forno che raggiunga i 1050 °C, una terraglia di buona qualità e uno smalto bianco coprente per terraglia. Oggi esistono smalti opacizzati con silicato di zirconio al posto dello stagno, più economici e con un bianco leggermente più freddo; per un risultato vicino a quello storico vale la pena cercare uno smalto stannifero.

Prepara i colori mescolando i pigmenti con poca acqua e un pizzico di fritta, prova lo spessore sulle piastrelle e ricorda che il colore da crudo è spesso molto diverso da quello cotto: il blu appare grigio, il giallo quasi invisibile. Cuoci con una salita regolare e un mantenimento breve, lasciando che smalto e colore si fondano con calma.

  • Biscotto ben pulito dalla polvere prima di smaltare
  • Smalto mescolato e setacciato, densità costante
  • Disegno preparatorio trasferito con lo spolvero a carboncino
  • Colori provati su una piastrella della stessa infornata
  • Fondo del pezzo pulito dallo smalto prima della cottura

Domande frequenti

La maiolica è adatta all'uso quotidiano?

Sì, con qualche attenzione: il corpo in terraglia è meno resistente del gres e una scheggiatura dello smalto espone la parte porosa. Meglio lavare a mano e usare smalti certificati per alimenti.

Che cos'è lo spolvero?

È una tecnica di trasferimento del disegno: si fora il contorno su un foglio di carta, lo si appoggia sul pezzo smaltato e lo si tampona con un sacchetto di carbone in polvere, che passa attraverso i fori.

Si possono visitare le botteghe di Faenza e Deruta?

In entrambe le città molte botteghe accolgono i visitatori e alcune organizzano corsi brevi. Conviene contattarle in anticipo, soprattutto nei periodi di fiere e mostre.

Torna all'archivio degli articoli · Altro in Smalti e cottura