Gli smalti pronti sono comodi, ma a un certo punto ogni ceramista vuole capire che cosa c'è dentro quel barattolo. Preparare i propri smalti non significa diventare chimici: significa imparare a leggere una ricetta, pesare con precisione e soprattutto fare test sistematici. Ecco il metodo che usiamo in laboratorio, dalla bilancia alla piastrina di prova.
Come si legge una ricetta
Una ricetta di smalto elenca le materie prime in percentuale sul peso secco, con un totale di 100. Le aggiunte, come ossidi coloranti e opacizzanti, si scrivono a parte e si sommano oltre il 100. Per esempio: feldspato 40, silice 25, carbonato di calcio 20, caolino 15; aggiunte: ossido di ferro 2.
Ogni ingrediente ha un ruolo. La silice forma il vetro; l'allumina, portata da caolino e feldspati, dà corpo e stabilità impedendo allo smalto di colare; i fondenti, come calcio, sodio, potassio, magnesio e boro, abbassano il punto di fusione. Cambiare il rapporto tra silice e allumina sposta lo smalto da lucido a opaco; cambiare il fondente modifica il colore degli ossidi.

Pesare in sicurezza
Le materie prime per smalti sono polveri finissime, e alcune, come i composti di bario, manganese o cromo, sono tossiche. Pesa sempre indossando una mascherina FFP3, lavora su un piano lavabile e bagna le polveri il prima possibile. Niente cibo, niente bevande e niente sigarette sul banco degli smalti.
Etichetta ogni barattolo con nome, data e scheda di sicurezza. Se un ingrediente non ha una scheda leggibile, non usarlo: è la regola più semplice per evitare errori gravi.
Le piastrine di prova
La piastrina ideale è verticale, a forma di L o di T rovesciata, perché mostra come lo smalto si comporta su una parete e se tende a colare. Falla con lo stesso impasto dei pezzi definitivi e incidi una texture su una parte della superficie: gli smalti che si assottigliano sugli spigoli, i cosiddetti smalti che rompono, rivelano lì il loro carattere.
Applica lo smalto in due spessori: una sola immersione nella parte alta e una doppia immersione in quella bassa. Sul retro scrivi con un ossido un codice che rimandi al quaderno, non il nome della ricetta: lo spazio è poco e i nomi si confondono.
Test in linea e test a griglia
Quando vuoi capire l'effetto di un colorante, prepara un test in linea: la stessa base con quantità crescenti di ossido, per esempio 0,5, 1, 2 e 4% di ossido di rame. Quando vuoi capire la base, usa un test a griglia, in cui due ingredienti variano in direzioni diverse. Anche solo nove piastrine possono mappare il passaggio da lucido a satinato a opaco.
Una piastrina senza appunti è solo un bel sasso. Il quaderno è la metà più importante del test.
| Ossido | Dose tipica | Colore in ossidazione | Note |
|---|---|---|---|
| Ferro rosso | 1–10% | Miele, ambra, bruno | Base del celadon in riduzione |
| Carbonato di cobalto | 0,25–2% | Blu intenso | Il blu della maiolica: basta pochissimo |
| Carbonato di rame | 1–4% | Verdi | Può rilasciare metalli se lo smalto è instabile |
| Rutilo | 2–6% | Screziature crema e blu | Sensibile al raffreddamento |
| Diossido di manganese | 2–6% | Bruni e viola | Tossico in polvere: massima protezione |
Applicare lo smalto: immersione, pennello, spruzzo
Il modo in cui lo smalto arriva sul pezzo cambia il risultato quanto la ricetta. L'immersione è il metodo più uniforme: si tiene il biscotto con una pinza o con le dita sul fondo, lo si immerge per due o tre secondi e lo si estrae con un movimento deciso, scuotendo le gocce. Il pennello richiede smalti con un legante, come la carbossimetilcellulosa, e almeno tre mani incrociate per evitare striature. Lo spruzzo permette sfumature morbide, ma produce una nebbia di particelle: si usa solo con una cabina aspirata e la mascherina adatta.
In ogni caso, prima di smaltare, pulisci il biscotto con una spugna appena umida per togliere polvere e grasso delle mani, e ricorda di cerare o pulire il fondo.
Smalti e contatto con gli alimenti
Uno smalto adatto al cibo deve essere stabile: ben fuso, con un equilibrio corretto tra silice, allumina e fondenti, e senza eccessi di ossidi coloranti. Uno smalto opaco per eccesso di ossido o sottocotto può cedere metalli agli alimenti acidi come aceto, limone e pomodoro.
Per un uso personale un primo controllo è il test del limone: una fetta lasciata sulla superficie per una notte non deve lasciare aloni o cambi di colore. Per vendere stoviglie serve invece una verifica di laboratorio sulla cessione di piombo e cadmio secondo la normativa vigente sui materiali a contatto con gli alimenti.


Il quaderno dei test
- Codice della piastrina e data della cottura
- Ricetta completa con aggiunte, peso del lotto e densità
- Impasto, spessore di applicazione e numero di immersioni
- Programma di cottura, posizione nel forno e cono raggiunto
- Risultato: colore, superficie, colature, difetti
Domande frequenti
Posso usare smalti da terraglia sul gres?
No: a 1240 °C uno smalto formulato per 1000 °C diventa fluidissimo, cola sulla piastra del forno e può danneggiarla. Usa sempre smalti tarati sulla temperatura dell'impasto.
Quanto deve essere denso lo smalto?
Dipende dalla ricetta, ma molti smalti da immersione funzionano tra 1,40 e 1,50 g/ml. Misura la densità con un idrometro o pesando 100 ml di smalto.
Cosa significa cavillatura?
È una rete di sottili fessure nello smalto, dovuta a una dilatazione dello smalto superiore a quella del corpo ceramico. A volte è un effetto voluto, ma sulle stoviglie è un difetto igienico.
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